| Pronti a tutto? |
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| Written by Vittorio |
| Tuesday, 25 May 2010 23:07 |
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Rendez-vous ormai collaudato del venerdì sera nell’aeroporto di Pisa, chi arriva dall’Italia chi dalla Francia. Questa volta ci troviamo per il secondo appuntamento nazionale F18, nelle calde e calme acque di San Vincenzo, previsioni meteo tranquille, ma sole e un estate ormai sgargiante. Dormiamo come dei re il venerdì sera in casa Simo, ovvero una bellissima air camping da 4 posti sopra il suo furgone, insieme al fedele Mauri. (in realtà non siamo dei gran tester vista la nostra abitudine a dormire in macchine, su sedili, su treni…). Grazie! La mattina del sabato poi, oltre alla regata, era previsto l’arrivo della mia famiglia che portava al seguito il nuovo ingresso nel team, ovvero un fiammante furgone Mercedes Viano 6 posti, o 4 più matrimoniale, 150 cv, bordeaux, sedili in pelle… insomma, perfetto! Finalmente mai più alberghi e mai più dormite scomode nei bagagliai! Il fatto di trovare poca aria, a differenza di quello che pensano tutti, ci piace anche…quest’anno ci siamo allenati tantissimo con vento forte, e mai con le bavette, e in vista di regate importanti dove la giornata “cippa” può sempre arrivare l’idea di potersi allenare ci motivava assai. Le condizioni rispettano i desideri, sabato regatiamo con vento sui 6-8 nodi che sembrava salisse, illudendoci, per poi continuare ad oscillare tra i 3 e gli 8 nodi. Nuvoloni sottocosta che continuava a muoversi hanno caratterizzato il campo per grandi differenze in direzione ed intensità, offrendoci un campo difficile da interpretare per noi ospiti, al contrario dei locals toscani che si sono trovati molto più a loro agio. Come previsto, con queste condizioni le cose da imparare sono ancora tantissime, e commettiamo nel corso della giornata una serie di errori ingenui. Con un’eccessiva necessità di attaccare e mentalità da vincenti, ci siamo ritrovati a volte a non saper attendere intorno alla quinta posizione, con la foga di volersi ritrovare davanti abbiamo preso alcune scelte strategiche discutibili. Ancora troppe manovre che con le ariette costano care e una dimestichezza in genere che matura lentamente. Chiudiamo la giornata quinti, con i tristi piazzamenti 4-12-4* (l’asterisco si spiegherà più in basso), mai presenti davvero nelle posizioni di testa. Si evidenziano invece Poggetti-Meoli con 3-3-3* e Radman-Lai con 6-1-1*, assolutamente veloci e precisi nelle scelte tattiche. Ugo e Mauri e Gianni Ed un po’ peggio, ma sempre rapidi. Da ricordare una grande prestazione della neo arrivata Giulia Bocca con a prua “il ciccio”, che ha impressionato per la velocità al lasco, coglie un 2 e un 5! Cari maschietti vedrete fra qualche mese…. …e un 3 di Simo, che conduce una regata pulita dall’inizio alla fine “non è poi così difficile” Alla sera decidiamo di andare a trovare a Marina di Grosseto Lara che ha appena compiuto gli anni, Silvia (Sicouri, ndr), Marco Iazzetta e la vecchia flotta HC16 che troviamo completamente trasformata, piena di giovani nuovi e di vecchia conoscenze. Festaggiamo un po’ a Moreno Beach, un grande album di foto per ricordare momenti bellissimi passati insieme alle terribili e riprendiamo la macchina verso SanVincenzo. Scopriamo dopo una telefonata di Mauri che dei poliziotti hanno fatto chiudere la tenda sopra la macchina, separiamo allora le nostra notti, chi sotto una barca, chi in una macchina e chi in un letto (in ordine di fortuna!). Il giorno dopo le previsioni di poca aria vengono rispettate, noi aggressivi e consapevoli di dover migliorare la posizione, ci dirigiamo subito in boa vista come favorita, il vento salta al minuto dal via,decidiamo di partire mure a sinistra, ai 15 secondi siamo in posizione perfetta primi in boa con una flotta mure a dritta che non poteva infastidirci, ma un ulteriore salto di 20 gradi di fa ritrovare al traverso a lunghezza dalla linea…per non prendere la nera sono costretto a virare, strambare,etc….altra regata in recupero, un po’ di errori, un po’ di cose belle, chiudiamo sesti. Vince Poggetti su Radman. Regata quindi vinta da Radman per l’ingresso dello scarto, primo successo per il Mattia, “e bravi ragazzi!”. Poi quel poco vento che c’era molla, intelligenza su A, tutti a casa. Noi finiamo quinti in generale, risultato giusto per quanto dimostrato sull’acqua. Nel complesso tanti errori commessi, ma portiamo a casa un sacco di esperienza. Per il mondiale una regata così ci serviva, abbiamo comunque avuto conferme dal passo e la certezza che tutti gli errori fatti non verranno ripetuti. Perché anche se facciamo 10 a Carnac e 4 al campionato francese, abbiamo 22 anni e tantissime cose da impare in condizioni diverse da quelle a noi congeniali, ora basta mandare giù, assimilare e continuare a crescere. La regata è stata comunque sfortunata, poche le 4 prove disputate per mettere in gioco i veri valori degli equipaggi, condizioni di vento davvero al limite del regolamento (chissà se a un mondiale avremmo regatato) e tristi alcune decisioni prese da giudici e da alcuni regatanti. ![]() L’* si spiega perché nella prova 3 del sabato, procedura di partenza standard con bandiera P, all’arrivo della boa di bolina ad alcuni equipaggi tra cui noi viene comunicato una partenza anticipato da un gommone dell’assistenza. Ovviamente la cosa ci risulta subito strana perché dopo il via non è stato dato alcun richiamo sonoro ne tantomeno è stata alzata alcuna bandiera in barca giuria, decidiamo perciò di continuare la regata e protestare il comitato per scorretto comportamento nelle procedure di comunicazione di partenza anticipata. Avessero fatto il loro dovere noi avremmo potuto decidere di rientrare e annullare la partenza anticipata, terminando con un piazzamento non eccellente ma sicuramente migliore del DSQ che volevano infliggerci. Infatti un comitato che rileva barche fuori ma che è incapace di procedere alla comunicazione dell’infrazione, deve prendere come unica scelta sensata l’annullamento immediato della prova. La stessa sorte è toccata pure a Radman-Lai, con i quali compiliamo un modulo di protesta nei confronti della giuria, consapevoli di avere il regolamento dalla nostra parte. I giudici mostrano una bassa preparazione sul regolamento e una scarsa attenzione per quanto fatto, alla fine risulta che la bandiera fosse stata alzata (bandierina delle dimensioni di una mutanda ndr) e che la trombetta non avesse funzionato. Alla protesta vinta da noi, fanno capire che ci viene data riparazione non per il regolamento ma per una sorta di buonismo paterno della serie : “dai che questa volta ti perdono”. La cosa suscita eccessivo fermento nella classe, dove una decisione del genere non si era mai vista (a noi era successo al campionato europeo Hobie Tiger vinto in Danimarca, dove una giuria internazionale ha dato riparazione per lo stesso motivo) e sulla bocca di tutti si accende un aspro (ridicolo e triste allo stesso tempo) dibattito di carattere etico-personale dove ognuno pretende di poter dire la propria impulsiva idea. Il culmine viene raggiunto il giorno dopo al rientro dell’ultima prova, cioè a giochi ormai chiusi, quando viene annullata la prova in questione per alcune decisioni prese che hanno in realtà falsato la regata. Emblema della qualità e del carattere del comitato, oltre alle continue urla che per esperienza caratterizzano SOLO gli equipaggi che vanno a perdere le proteste, la frase che diverrà celebre:”…ieri tutti volevate riparazione, oggi tutti volete l’annullamento della regata, insomma mettetivi d’accordo!” Dimostrazione di come il buonismo e il “vogliamoci bene” sia una valanga che non può che ingrandirsi, che per il corretto navigare c’è un regolamento e SOLO rispettandolo possiamo avere gioco equo e divertimento. Inoltre è estremamente pericolosa questa idea comune all’interno della classe dove la protesta viene vista come un atto presuntuoso e destabilizzante, quando piuttosto è l’unico mezzo efficace per far rispettare i nostri diritti. Quello che rimane da questa regata è tanto amaro in bocca, ma anche la volontà da parte nostra di fare il possibile perchè quanto visto a questa regata non si esaurisca in un dibattito sterile sul guest book, ma che possa invece essere il punto di partenza per avvicinarci a standard europei da cui siamo tristemente ancora troppo distanti. Giusto per fare un po' di chiarezza, ricordo alcuni siti utili: Qui per i testi delle regole di regata: http://www.federvela.it/node/3092 E questo per qualunque dubbio, interpretazione, esercizio: http://www.eziofonda.it/indexregole.htm Intanto riportiamo la tanto discussa regola sull'annullamento della prova: 32. RIDUZIONE DEL PERCORSO O ANNULLAMENTO DOPO LA PARTENZA 32.1 Dopo il segnale di partenza il comitato di regata può ridurre il percorso (bandiera S con due segnali acustici), o annullare la prova (esponendo la bandiera N, o bandiera N su H o N su A con tre segnali acustici), com’è più appropriato (a) a causa d’un errore nella procedura di partenza, (b) a causa di maltempo, (c) a causa di vento insufficiente che renda improbabile l’arrivo di qualsiasi barca entro il tempo limite, (d) perché una boa manca o è fuori dalla sua posizione, oppure (e) per qualsiasi altra ragione che pregiudichi direttamente la sicurezza o la regolarità della competizione oppure potrà ridurre il percorso in modo che le altre prove in programma possano essere corse. Comunque, dopo che una barca ha compiuto il percorso ed è arrivata entro il tempo limite qualora sia previsto, il comitato di regata non dovrà annullare la prova senza averne attentamente valutato le conseguenze nei riguardi di tutte le barche nella prova o nella serie. |







