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Written by Lamberto   
Sunday, 16 May 2010 23:10
Se quest'inverno, guardando la neve fuori dalla finestra sognando il disgelo, mentre definivamo il calendario, si era intuito che maggio sarebbe stato un mese intenso, i fatti stanno dimostrando che lo è molto di più di quanto pensassimo.
Nemmeno il tempo di tirare il fiato dopo Carnac, e venerdì sera ci ritroviamoa Calambrone, circolo che ricordiamo con affetto perché nel 2007, questi stessi giorni di maggio, avevamo conquistato la nostra prima vittoria, in Hobie 16. Erano altri tempi...
team
Ma ora siamo nel 2010, e la Classe italiana Formula 18 si riunisce per la prima nazionale dell'anno. L'atmosfera è allegra e c'è un generale entusiasmo contagioso per il ritorno in acqua. Tante le new entry: dal Garda le nuove coppie Bocca-Lunz e Ferraglia-Bianchini, direttamente dal 16 l'equipaggio De Blasiis-Pelliccia, il nuovo  Nacra di Saragoni-Filippi. Per non parlare dei neonati in famiglia Filippi, Radman...la “famiglia” della Formula 18 si allarga sempre più!
Ma parliamo di regate: il primo giorno un'aria leggera da S girata progressivamente a W durante la giornata ci fa disputare tre prove molto combattute, dove le posizioni di testa si sono alternate a lungo in ogni prova. Subito in evidenza Ferrari-Stella (1-1-6) sempre velocissimi e regolari, Saragoni-Filippi (4-4-1) e la coppia italo-francese Baecker-Raffaelli (2-2-13). Noi siamo partiti un po' “incriccati”, complice la poca abitudine ai venti leggeri, dopo una primavera passata a prendere sventolate prima in Francia poi a Dervio, senza riuscire mai a uscire (scusate la ripetizione) con meno di 15 nodi. Morale: la prima prova partiamo con un riferimento sbagliato e finiamo decimi, la seconda dopo aver condotto il primo giro diamo un brutto spettacolo alla boa di bolina retrocedendo al sesto posto; la terza finalmente ci mettiamo in ordine e concludiamo secondi. Come al solito la velocità c'è, è la testa a non essere sempre presente.
Domenica la termica entra rinforzata, e sul campo si stendono dei piacevoli 14-15 nodi, quel tanto da divertirsi un po'. La prima partenza è favorevole in boa, siamo la terza o quarta barca ma al via scadiamo dietro le poppe di un Matteo Ferraglia in gran forma che esce per primo dalla linea e corre verso terra. Riusciamo a resistere senza scadere nei suoi rifiuti, anticipiamo la vitata sottoterra e arriviamo per primi sulla lay line di destra, a quel punto la regata è in controllo fino all'arrivo. Secondi i sempre regolari Saragoni-Filippi, e terzo l'equipaggio romano Ievolella-Beltrami, che mette in mostra il buon lavoro svolto durante tutto l'inverno con Matteo Nicolucci.
premiazione calambrone
 Al punto che vincono in scioltezza la seconda prova: partono sopra le nostre vele, coprono ogni nostra virata e strambata, e ci relegano al secondo posto; che non riusciamo a conquistare a causa del bozzello di testa d'albero che si fonde definitivamente prima dell'ultimo lasco impedendomi di issate il gennaker. Scendiamo con randa e fiocco, chiudiamo quinti e amareggiati: scuffiamo la barca, sostituisco il bozzello in testa con quello del fiocco e siamo pronti a ripartire per l'ultima prova di questa regata, che vinciamo con tranqillità. Non basta ad arginare la regolarità di Lele Saragoni e Luca Filippi, che vincono la regata  con due punti di vantaggio su di noi e cinque su Ugo Ferrari e Maurizio Stella. Che dire...galeotto fu il bozzello!
Un plauso speciale va a Lele che dimostra di essere uno dei timonieri più in forma del momento, in Formula ma soprattutto nella super-competitiva Classe A in piena preparazione del mondiale in casa!
Da parte nostra una brutta regata, gestita male, buttando due prove nelle primissime posizioni con  errori grossolani, sui quali però non ci fermiamo troppo a rimuginare, troppo occupati al prossimo futuro: la sera carichiamo e partiamo alla volta di Tolone, notte in autogrill, e la mattina alle nove ci presentiamo alla fabbrica Hobie Cat per ritirare la barca nuova, sempre by Bolsena Yachting!
barca
Per me era la prima volta in fabbrica..e insomma è sempre un'emozione. All'arrivo ci comunicano che la barca sarà pronta solo il giorno dopo, noi non ci facciamo scoraggiare ormai elastici a qualunque cambio di programma e cominciamo a lavorare sugli scafi appena finiti di lucidare. Passiamo la giornata a bucare, trapanare, legare, piombare, attaccare, fino a che a chiusura ci consegnano in anticipo sui tempi tutti i pezzi mancanti. Ringraziamo, salutiamo, carichiamo e partiamo in direzione Marsiglia, dove si terrà il campionato francese formula 18. Martedì lo passiamo a studiare, ma la sera siamo di nuovo a lavorare alla barca sotto i fari del circolo. L'indomani è il fatidico giorno della stazza, rallentata dalla pioggia che impedisce di pesare regolarmente il battello, ma il sole al pomeriggio fa capolino e per le 18 tutto è concluso e siamo finalmente pronti: la barca nuova viene varata con uno spumante francese e i primi bordi al tramonto ci fanno prendere subito confidenza col mezzo. Le manovre girano, la randa è bella, e la barca sembra veloce: tutto pronto per domani!
varo
La notte arrivano anche Mauri, Simo e Giorgino, che con Ugo e Fede compongono il team italiano...peccato solo tre equipaggi e mezzo italiani per una regata così bella!
Giovedì è il primo giorno, sulla linea di partenza siamo in 51, per loro è di particolare importanza perché questa regata decide i qualificati per il mondiale F18 che si terrà a Erquy, in casa, a inizio luglio. Da segnalare la presenza degli ex-tornadisti Backes (4° ai giochi di Atene 2004), Besson, Morvan, Mourniac...
Alla mattina si alza un vento da WSW con onda formata (alta fino a due metri e lunga...uno spettacolo!), corriamo due prove e portiamo a casa due quinti posti, che potevano essere qualcosa di meglio grazie alla velocità, non fosse stato per qualche ingresso nei gate di lasco impostati nella maniera sbagliata. Purtroppo là davanti nessuno perdona più niente! Da segnalare il dominio incontrastato del Team Innovation Sails su Wildcat composto da Backes-Jarlegan che domina con due primi di autorità. Alla sera veniamo raggiungi anche dalla nostra shore team ormai professionista Chiara che accorre sempre in occasione di regate importanti...fondamentale!
Venerdì il vento stenta a entrare, il comitato ci fa uscire, ci manda a terra, e ci richiama fuori quando si alza un vento da W che scopriremo essere estremamente oscillante. L'onda invece rimane la stessa del giorno prima!
regata
La prima prova si parte con 8-10 kt, il vento che ancora doveva stabilizzarsi porta la flotta andata estrema a sinistra a dover scendere al traverso per entrare in lay line; noi bordeggiamo a centro campo “galleggiando sulla flotta”, manteniamo la posizione e chiudiamo con un sesto posto in recupero. Nella seconda l'intensità si stabilizza sui 15 kt: partiamo decisi in boa, viriamo a centro campo, e ci lanciamo al lasco secondi all'inseguimento di Besson-Lagarrigue. La seconda bolina torniamo a sinistra seguendo il primo, perdendo di vista ingenuamente una parte degli inseguitori (tra cui Backes), che spara il bordo a destra -scopriremo dopo- a cercare le prime raffiche del Mistral previsto. I primi sbuffi da nord arrivano e si concretizzano in un salto di 30° a destra su tutto il campo. Risultato: Backes 1°, Besson 7° e Bissaro 10° (da 1° e 2° che erano). La prova dopo non ci stiamo: bordeggiamo a centro campo la prima bolina, alla fine del lasco siamo intorno alla settima posizione e giriamo il gate di destra, partendo per primi mure a dritta. Vitto crede nel Mistral più di me, dietro Besson e Lagarrigue ci seguono. 
E come ci disse lo stesso Jeremie un anno fa a Dervio “Quando uno dei due ha l'istinto di andare da una parte, l'altro deve seguirlo senza chiedere il perché”.
L'istinto questa volta ci ha azzeccato, il salto di 30° lo prendiamo per primi e andiamo a vincere la prova su Besson e con distacco su tutti gli altri...è la nostra prima volta in una regata importante!
E come spesso succede in queste situazioni, l'euforia si trasforma in incoscienza. Il mistral comincia a soffiare forte da destra, il comitato data l'ora tarda ha fretta di dare l'ultima partenza, e la linea è estremamente favorevole in barca comitato. La flotta continua a uscire in anticipo, e ingenuamente ci facciamo trasportare; prendiamo una delle poche bandiere nere della nostra carriera. Giornata finita, rientriamo a terra con un po' di magone nonostante il primo posto.
premiazione
All'arrivo degli altri però la sorpresa: la giornata è stata difficile per tutti, abbiamo recuperato una posizione e siamo quarti in generale: il terzo è molto distante, e quelli dietro sono tutti attaccati. Domani ci sarà da lottare coi denti....
...Ma i denti da quel momento sono stati usati solo per le leccornie preparate da un Giorgino come al solito in gran forma tra i fornelli, che ci ha deliziati a cena nonostante i miseri mezzi messi a disposizione dalle stanze dell'hotel.
L'indomani infatti il previsto Mistral ha continuamente rinforzato, facendo annullare prima la giornata e poi facendo finire con un giorno in anticipo l'intera regata. 
Il divertimento però non è mancato, con gli allenamenti della squadra olimpica francese di RS:X (completamente a loro agio), e quella di 49er (un po' più in difficoltà); e con la figuraccia di Yvan Bourgnon che davanti agli occhi di tutti è uscito da solo per dare spettacolo, salvo poi tornare con barca scuffiata, albero distrutto, e coda tra le gambe. 

I risultati quindi i seguenti: 
Primi, e meritati campioni francesi Olivier Backes e Arnaud Jarlegan su WildCat Innovation Sails,
Secondi Billy Besson e Jeremie Lagarrigue su Hobie WildCat,
Terzi Francois Morvan e Matthieu Vandame su Shockwave Innovation Sails,
Quarti e primi jeune gli “intrusi” italiani Vittorio Bissaro e Lamberto Cesari , detti anche “noi” in questo racconto.

QUI la classifica di Calambrone
QUI la classifica di Marsiglia

Riflessione #1
Il circolo di Lapelle a Marsiglia. Un'ansa riparatissima con: porto, due scivoli enormi su angoli diversi per rientrare in facilità con qualunque vento, un ampio parcheggio, un'infinità di barche scuola (laser, optimist, tyka, hobie 16, windsurf), un capannone per le squadre olimpiche di 49er e RS:X con relativa palestra, un parco gommoni enorme, un giardino curato, una veleria, la piscina, il campo da beach volley, una sede di rappresentanza in cui i soci anziani d'estate vanno a mangiare e prendere il sole e la sera d'inverno prendono l'aperitivo davanti al fuoco sotto foto di star, laser, tornado, windsurf. E i bambini che anche sotto la pioggia giravano nel porto con mini-windsurf, canoe, optimist...

Vivere lì per cinque giorni insegna tante cose: forse più di tutte che se c'è la passione per il mare e per la vela, ogni imbarcazione ha la stessa dignità e merita di essere insegnata e seguita con la stessa professionalità e gli stessi fondi: che sia deriva, catamarano o windsurf. Perché tutte le medaglie olimpiche hanno lo stesso valore. E che un signore anziano che  probabilmente ha passato parte della sua vita in barca vive nello stesso circolo del giovane ventenne in muta e trapezio che si allena nella squadra di 49er sognando l'olimpiade e uscendo con il Mistral a 40 nodi.
Noi italiani abbiamo tante cose da imparare dai Francesi. Forse la dimostrazione più eclatante è che da noi circoli di questo tipo non ne esistono (o quasi).

Riflessione #2
Sabato 15 maggio il mondo della Formula 18 si è fermato per ricordare un amico. Sarà stato il mistral fortissimo, il mare increspato, le isole coperte dagli schizzi. Sarà stata la luce bianca, l'aria nitida, il cielo terso, ma Pierre a un certo punto è apparso in mezzo alle onde, steso al trapezio al timone del suo Capricorn, e ci ha sorriso.
mare